Ode al cioccolato

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Ode al cioccolato

Profumato, delicato ma anche deciso nel suo sapore, unico nella varietà dei colori e forme, il cioccolato rappresenta l’essenza stessa del piacere da gustare pian piano.

Liscio in superficie, senza imperfezioni o increspature, inebriante del profumo di cacao, esso non va morso avidamente ma sciolto lentamente in bocca in modo da coglierne fragranze, sapori ed aromi. Ogni suo aspetto va colto in tutta la sua totalità.

Il rito del cioccolato va consumato secondo tempi e modalità che sono personali e particolari. Una volta al dì oppure due o tre: non importa. Ciò che conta è sapersi perdere in una dimensione che ci porti lontano dalla nostra realtà, se pur per qualche istante finito che però sembra infinito.

Affidiamo pertanto la nostra passione alle parole della straordinaria poetessa Alda Merini che ne evidenzia il legame con l’amore, l’amicizia e le emozioni più profonde.

“La dolcezza del cuore
viene da dolci bevande
nere come la notte,
bianche come il paradiso.
Su queste cioccolate si imbastiscono versi o parlate leggere.
E’ questa l’amicizia che nasce a tavolino
quando tu mi sorridi come la cioccolata”.

~ Alda Merini

Link:

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2018/02/05/cioccolato-mon-amour/

https://festedelcioccolato.it/

Seguono alcune immagini della festa del cioccolato nella sua tappa barese:

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Maria Domenica Depalo

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Chocolate Ode

chocolate

Chocolate Ode

Perfumed, delicate but also strong in its flavour, unique in the variety of colours and shapes, chocolate is the essence of pleasure to be enjoyed slowly.

Smooth on the surface, without imperfections or ripples but with the scent of cocoa, it should not be bitten greedily but slowly dissolved in the mouth in order to catch its fragrances, flavours and aromas. Every aspect of chocolate must be captured in its entirety.

The chocolate ritual must be consummated according to times and methods that are personal and particular. Once a day or two or three: it doesn’t matter. What matters is to know how to lose oneself in a dimension that takes us far from our reality, even if for a few moments, but which seems infinite.

Therefore we entrust our passion to the words of the extraordinary poet Alda Merini who highlights its link with love, friendship and deeper emotions.

“The sweetness of the heart
comes from sweet drinks
black as night,
white like paradise.
On these chocolate baste verses or speak light.
This is the friendship born at the table
when you smile at me like chocolate “.

~ Alda Merini

Link:

https://festedelcioccolato.it/

https://freewordsmagazine.wordpress.com/2018/02/05/cioccolato-mon-amour/

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Maria Domenica Depalo

Cosa ci rende felici?

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Cosa ci rende felici?

Ognuno di noi aspira alla felicità ma se dovessimo definirla in maniera unica e valida per tutti, potremmo davvero considerarci soddisfatti della definizione che ritroviamo nei dizionari?

Wikipedia definisce la felicità come “lo stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri” (tratto da https://it.m.wikipedia.org>wiki>Felicità).

L’Enciclopedia Treccani mostrandone il significato la attribuisce a chi “non [è] turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo stato” (da www.treccani.it/enciclopedia/felicita).

La Garzanti afferma come la felicità sia lo “stato di chi è felice, di chi ritiene soddisfatto ogni suo desiderio; gioia, soddisfazione completa…(tratto da https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=felicit%C3%A0).

Queste definizioni in effetti possono rendere l’idea su ciò che la felicità sia e su quali possano essere alcune caratteristiche. Tuttavia è lecito chiedersi cosa in particolare ci rende felici, dando colore e sapore alle nostre giornate.

Ho avuto modo di leggere, su suggerimento di mio padre,  un articolo davvero interessante di Concita de Gregorio il cui titolo è “Elenco di piccole cose che mi rendono felice”. Mi ha dato modo di riflettere su cosa ci rende felici. Spesso si tratta di piccole cose che diamo per scontato o di cui ci siamo dimenticati presi dalle nostre oscurità e tristezze.

Vorrei pertanto proporre ad ognuno di voi di scrivere il vostro personale elenco di “piccole cose che vi rendono felici” e di commentarlo insieme. Potreste raccontare dei vostri sogni, dei desideri grandi e piccoli, di ciò che è in grado di risvegliare e tenere viva la nostra piccola oasi di primavera personale.

L’elenco può essere lungo quanto volete. Inizierei con il mio, scritto di getto, e non in ordine di importanza.

Buona felicità!

Mi rende felice:

  1. passeggiare sentendo il profumo del mare
  2. parlare in tedesco
  3. preparare dolci
  4. stare con le persone che amo
  5. curiosare
  6. sognare
  7. dormire
  8. guardare “Montalbano”
  9. viaggiare
  10. imparare.

Maria Domenica Depalo

 

What makes us happy?

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What makes us happy?

Each of us aspires to happiness but if we had to define it in a unique and valid way for everyone, could we really consider us sufficiently satisfied by the definitions we find in the dictionaries?

Wikipedia defines happiness as “the positive mood of those who consider all their desires satisfied” (taken fromhttps://it.m.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0).

The Treccani Encyclopedia, showing its meaning, attributes it to those who “are not troubled by pain or worry and enjoy this state” (from www.treccani.it/enciclopedia/felicita).

Garzanti states how happiness is the “state of those who are happy, those who feel satisfied with every desire, joy, complete satisfaction …” (taken from https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=felicit% C3% A0).

These definitions can actually give us an idea of ​​what happiness is and about its characteristics. But what makes us happy giving colour and flavor to our days?

After my father’s suggestion I read a very interesting article written by Concita de Gregorio, whose title is “List of little things that make me happy”. It gave me the possibility to reflect on what makes happy. Often little things give us happiness taking us  far from our darkness and sadness.

I would therefore like to propose to each of you to write your personal list of “little things that make you happy” and to comment on it together. You could tell about your dreams, about big and small desires, about what is able to awaken and keep our little personal spring oasis alive.

The list can be as long as you want. I would start with my own (written not in order of importance).

Good happiness!

Makes me happy:

  1. walk around feeling the scent of the sea
  2. speak in German
  3. prepare sweets
  4. stay with the people I love
  5. snoop
  6. to dream
  7. to sleep
  8. to watch “Montalbano”
  9. to travel
  10. learn

Maria Domenica Depalo

Quesito numero cinquantacinque

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Quesito numero cinquantacinque 

Care amiche ed amici della filosofia,

ho pensato di rendervi partecipi dei versi di Ada Luz Marquez,  talentuosa poetessa spagnola contemporanea, amante della natura nonché blogger. Ho scelto questi versi profondi e bellissimi perché sono un invito alla pazienza e all’attesa del bello.

Il bello è l’amore e questo è un  fiore che attende solo di sbocciare in noi e fuori di noi. Ha i suoi tempi che variano da persona a persona. Tuttavia non sempre ce ne ricordiamo ed impazienti gli giriamo intorno sperando che sbocci prima ma non serve. Dobbiamo solo attendere ed abbracciare il nostro personale inverno in attesa della primavera.

Cosa pensate delle attese?

“Non insistere
il fiore non sboccia
prima del giusto tempo.
Neanche se lo implori
neanche se provi ad aprire i suoi petali
neanche se lo inondi di sole.
La tua impazienza 
ti spinge a cercare la primavera
quando avresti solo bisogno di
abbracciare il tuo inverno.”
Ada Luz Márquez

background
fonte: https://pixabay.com/it/sfondo-natura-legno-fiore-woods-3130513/

Maria Domenica Depalo

 

 

Don’t insist

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Do not insist

Dear philosophers,

I’d like to share with you the verses of Ada Luz Marquez, a talented contemporary Spanish poet, a lover of nature and a blogger. I have chosen these deep and beautiful verses because they are an invitation to patience.

We wait love but love is a flower that waits to blossom in us and outside us. It has its own times that vary from person to person. However, often we don’t remember this and impatient we turn around the flower hoping that it blooms earlier but sometimes we must only wait and embrace our personal winter waiting for spring.

What do you think about the waitings?

“Don’t insist
the flower doesn’t bloom
before the right time.
Not even if you beg for it
even if you try to open its petals
even if you flood it with sunshine.
Your impatience
pushes you to look for spring
when you just need to
embrace your winter. “
Ada Luz Márquez

background
fonte: https://pixabay.com/it/sfondo-natura-legno-fiore-woods-3130513/

Maria Domenica Depalo

 

Ritorno

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Ritorno

Torniamo dopo una pausa alle nostre riflessioni. Ricominciamo pertanto con K. Gibran, profondissimo poeta e pensatore di origini libanesi ma naturalizzato statunitense. Ci concentreremo sull’ineffabilità del tempo e sull’eternità di cui noi, pur nella nostra finitudine, siamo custodi.

L’eternità consta di passato, presente e futuro ma cosa sono? Il momento presente è il ricordo di ieri perché pur essendo al momento presente può rivolgersi al passato ed il passato costituisce le nostre radici.

Il domani è descritto come il sogno di oggi perché quando pensiamo al futuro progettiamo e sogniamo.

“L’eterno che è in noi, conosce che la vita è senza tempo e sa che oggi non è che il ricordo di ieri e il domani il sogno di oggi”.

l'eterno
foto di ©MariaDomenicaDepalo

Maria Domenica Depalo

The return

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The return

Here we are with our reflections after a some time. So let’s start again with K. Gibran, a very deep poet and thinker of Lebanese origins but American citizen. We will focus our attention on the ineffability of time and on the eternity whose custodians we are even in our finitude.

Eternity consists of past, present and future but what are they? The present moment is the memory of yesterday because although it is currently present, it can turn to the past and the past represents our roots.

Tomorrow is described as the dream of today because when we think of the future we plan and dream.

“The eternal that is in us, knows that life is timeless and knows that today is only the memory of yesterday and tomorrow the dream of today”.

l'eterno
foto di ©MariaDomenicaDepalo

Maria Domenica Depalo

Work in progress!!!!

work in progress

We’ll be back as soon as possible with new articles and questions! In the meanwhile, visit the site and write to us. If you want, put questions. We will read them and answer.

See you soon!

Torneremo quanto prima con nuovi articoli e quesiti! Nel frattempo, visitate il sito e scriveteci. Se volete, poneteci dei quesiti. Li leggeremo volentieri.

A presto!

Maria Domenica Depalo

 

Il ricordo nella “Giornata della memoria”

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Il ricordo nella “Giornata della memoria”

“La risurrezione del passato,tener vivo il passato, è un obiettivo che può essere raggiunto solo mediante l’opera attiva della memoria, che sceglie, rielabora e ricicla. Ricordare è interpretare il passato; o, più correttamente, raccontare una storia significa prendere posizione sul corso degli eventi passati”. 

Attraverso le sue parole, il filosofo e sociologo inglese Zygmunt Bauman , padre della “modernità liquida”, sottolinea l’importanza della memoria e della necessità della salvaguardia del passato da ogni forma di oblio.

Il filosofo francese Paul Ricoeur cita a tal proposito l’espressione ebraica  Zakhor che corrisponde ad una vera e propria imposizione. Con tale parola si chiede infatti di lottare contro l’oblio e di non dimenticare.

“Per molti motivi, che dipendono dal problema della costituzione dell’identità sia collettiva che personale: mantenere l’identità, si è detto, mantenerla nel tempo e anche contro il tempo e la sua potenza , evocata da Aristotele nell’enigmatico testo della Fisica, posto all’inizio di questa parte. Se non bisogna dimenticare, è anzitutto per resistere all’universale rovina che minaccia le tracce stesse lasciate dagli eventi: per conservare radici all’identità e per mantenere la dialettica di tradizione e innovazione, bisogna tentare di salvare le tracce. Ma, fra queste tracce, ci sono anche le ferite inflitte alle sue vittime dal corso violento della storia: se non bisogna dimenticare è quindi anche, e forse soprattutto, per continuare a onorare le vittime della violenza storica.” ( tratto da pag. 82 da Paul Ricoeur, Ricordare, dimenticare, perdonare – L’enigma del passato, Introduzione di Remo Bodei, il Mulino Intersezioni 253., traduzione dall’originale francese di Nicoletta Salomon, Società editrice il Mulino, Bologna 2004)

Il ricordo protegge e dà voce a chi voce non ha avuto.

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